Pianeta Terra La Nostra Casa

Il 15 Dicembre una stella cometa è apparsa nell’emisfero settentrionale.

Di colore verde, con due code, è stata scoperta dall’osservatorio di Tucson nell’Arizona da cui ha preso il nome: Catalina; visibile a est prima dell’alba, ha creato suggestioni, per magia evocativa, durante le feste di Natale, e continuerà a stupire durante il mese di Gennaio. Tutta la materia è costituita da atomi degli elementi della tavola periodica di Mendeleev, e l’origine degli elementi chimici è strettamente connessa all’origine dell’universo. Le ricerche astrofisiche degli ultimi 50 anni indicano tre possibili cause di origine degli elementi: la nucleosintesi del Big Bang, la nucleosintesi stellare, la nucleosintesi indotta dai raggi cosmici nello spazio interstellare.

La teoria del Big Bang è quella più accreditata riguardo l’origine dell’universo. Gli scienziati ritengono che dalla nucleosintesi del Big Bang si siano formati gli elementi chimici più leggeri, quali idrogeno, elio, deuterio, litio e berillio. La maggior parte dei restanti elementi, più pesanti, si sono formati e si formano all’interno delle stelle; esse, durante la loro vita, attraverso i processi di fusione nucleare, sintetizzano gli elementi necessari ai processi biochimici che rendono possibile la vita sulla Terra, quali carbonio, ossigeno, silicio, zolfo, argon, cloro, potassio, calcio, scandio, titanio, vanadio, cromo, manganese, ferro, cobalto, nichel; gli elementi rimangono nel nucleo fino all’esplosione stellare, evento nel quale la materia viene ceduta al cosmo sotto forma di polvere di stelle, la quale, successivamente, grazie all’energia cinetica ed alla compressione delle dense nubi molecolari, darà origine a nuove stelle, galassie e pianeti.

Alcuni elementi infine derivano da elementi trasformati a conseguenza della grande quantità di energia e dell’alta temperatura prodotta dall’esplosione stellare. Nove e supernovae sono esplosioni di stelle alla fine della loro vita, momento in cui appaiono più brillanti e luminose che mai, momento in cui si compie l’ultima nucleosintesi, ultimo atto della vita di una stella. La morte delle stelle è funzionale al ciclo vitale del cosmo perchè il contenuto del loro nucleo rappresenta una fonte fondamentale di arricchimento chimico, indispensabile all’evoluzione dell’universo e alla vita. In Natura tutto ha un senso. Nel 1977 Alan Sorrenti cantava la sua “Figli delle stelle” che sarebbe diventata un successo planetario e, per quanto possa sembrare strano, Sorrenti aveva ragione: siamo figli delle stelle!

Milena Montebelli

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